Paesaggi di Pace
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La Strada attraversa la valle del Reno. Le arti figurative e la letteratura hanno parlato di questa valle. Più avanti si incontra la roccia di Loreley, a picco sul Reno, la rupe delle fate, forse la più celebrata del mondo, carica di poesia e di leggende. Così Brentano parla di Loreley: “a Bacharach, sul Reno, abitava una maga / Era d’aspetto fine e bello / e molti cuori incantava. / E portò a rovina molti / uomini della sua terra, / dai suoi lacci d’amore non si / trovava più salvezza.” Del Reno si parla anche nel Nibelunger Lied , considerato il più importante poema epico nazionale germanico, uno dei capolavori della letteratura medievale europea. Hagen, dopo aver ucciso a tradimento Sigfrido colpendolo nella sua parte vitale, toglie il tesoro a Crimilde e lo getta nel Reno, forse vicino alla roccia di Loreley, come qualcuno ritiene.
Il paesaggio della Valle del Reno è un mosaico di aspetti di alto valore per la comprensione del quale occorre attivare una visione globale ed è anche un paesaggio di pace. Culla della civiltà tedesca, nel passato è stato luogo di vari scontri bellici: il Rhenus superbus dei romani è stato risalito da Cesare, disceso da Attila alla conquista dell’impero romano, è stato campo di tante battaglie vinte dal Barbarossa, ma oggi terra di pace e di prosperità. oltre alla valle del Reno, attraversa altri paesaggi di pace. In Francia l’Alsazia non è più una terra insanguinata dagli scontri bellici, terra di di conquista, ma una regione di pace, con villaggi colorati, vigneti carichi di grappoli d’uva da cui si ricavano vini di alta qualità, specie nella Route des vins d’Alsace, una strada di circa 170 chilometri che parte da Marlenheim e arriva a Thann, attraversando bellissimi paesaggi, con ordinati filari di viti, schierati come un’impeccabile, pacifica parata, con pittoresche cittadine, circondate da mura fortificate e torri non più a difesa di aggressori e di nemici, ma per custodire stradine fiorite, ricche di memorie religiose, storiche e artistiche con tipiche cantine accoglienti, nelle quali si degustano vini in amicizia, un’attrattiva per torme pacifiche di turisti. L’animale simbolo dell’Alsazia non è il gallo, l’aquila o il leone, scelti nel passato per la loro forza ed aggressività, ma la cicogna simbolo dell’amore materno e filiale, emblema della pace familiare. Dopo secoli di combattimenti l’aquila tedesca e il gallo francese hanno deciso di vivere in pace.
A nord-est dell’Umbria il Parco regionale di Monte Cucco [libro postiit] , coperto da estese faggete secolari, lecci e castagni, con pascoli e prati fioriti di anemoni, narcisi, biancospini, con le sue magnifiche grotte, di prossima apertura al pubblico, racchiude notevoli beni architettonici: l’eremo di San Girolamo del Monte Cucco, abbarbicato sulle pareti del monte, come un “nido d’aquila”, una specie di santuario tibetano, fondato nel 1521 dal Beato Paolo Giustiniani, una delle personalità di maggiore spicco nel campo della spiritualità e della cultura del ‘500, che si propone di restaurare l’ideale eremitico di San Romualdo in tutta la sua integrità e rigore: “la città è prigione, la solitudine paradiso”; l’abbazia di Sitria, in splendida solitudine, circondata da una natura incontaminata, in un riuscito connubio tra architettura e ambiente, fondata da S. Romualdo tra il 1014 e il 1021 e quella di S. Bartolomeo in Congiuntoli.
Un paesaggio, ricco di valenze paesaggistiche ed architettoniche, un luogo di pace, posto nel cuore dell’Appennino, considerato da S. Romualdo adatto alle esigenze ascetiche e alla contemplazione, dove le abbazie per l’uomo di oggi sono ancora luoghi di quiete, lontani dalla frenesia e dai ritmi intensi della vita moderna, che consentono una profonda riflessione su sé stessi e sulla propria vita. Il Sentiero Francescano della Pace Gubbio-Valfabbrica-Assisi, che rappresenta un tratto della Strada Europea della Pace Lubecca-Roma, dove Francesco è transitato agli inizi del 1207 dopo la rinuncia in Assisi ai beni del padre Bernardone, è oggi percorso a piedi, a contatto con la natura tra boschi e luoghi tranquilli, da molti giovani cattolici e protestanti, in prevalenza provenienti dal Nord Europa. Massimo Petrocchi ha sottolineato che “la dolce natura della terra umbra può forse spiegare alcuni orientamenti meditativi e contemplativi di Francesco nel senso che il formidabile spirito di pietà di Francesco si è inserito nella bellezza di una natura che spinge alla pace interiore e alla preghiera”. Non meno suggestivo è il Parco regionale del Monte Subasio, ricco di valenze paesaggistiche, come la lecceta dell’Eremo delle Carceri di Assisi posto in una gola in mezzo ad una fitta selva, dove è silenzio e aleggia lo spirito di Francesco. La Strada poi lambisce le Fonti del Clitunno, che formano un lago “tra rive erbose cinte da salici piangenti”, un paesaggio dove la storia si sposa con la letteratura. Alla freschezza e purità delle acque si attribuiva nell’antichità la virtù di rendere candidi i buoi da immolare nei sacrifici. Esse sono state celebrate da Plinio il Giovane, cantate da Properzio, Silio Italico e Virgilio nelle Georgiche e da Giosuè Carducci che nell’ode Alle fonti del Clitunno esclama: “Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte / nume Clitunno”, ritratte da Nicolas Poussin, Claude-Gallée Lorrain nel Seicento e nell’Ottocento dal grande paesaggista Corot. La conoscenza dei paesaggi, attraversati dalla Strada Europea della Pace, può rafforzare nei cittadini la consapevolezza del principio dell’identità ed unità nella diversità. E’ un terreno fertile per ricerche e progetti da parte di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti lungo la Strada per sensibilizzare i giovani alla conservazione e gestione del patrimonio culturale e naturale, promuovere la consapevolezza della necessità di preservare la qualità e la diversità del paesaggio, in quanto patrimonio comune della storia e della cultura europea. La valorizzazione del paesaggio e del patrimonio architettonico, oltre a potenziare l’identità delle culture locali, è in grado di aumentare l’attrattività delle regioni, al fine di incrementare i flussi turistici. La classificazione della Strada Europea della Pace Lubecca-Roma come Itinerario Culturale Europeo e la realizzazione dei progetti e delle manifestazioni comuni, , possono contribuire allo sviluppo socio-economico delle comunità che gravitano su questo tracciato, con la definizione di itinerari turistici a carattere religioso, culturale, naturalistico, enogastronomico, utilizzabili mediante pacchetti turistici, predisposti da operatori del settore. Le significative risorse presenti nella Strada possono attivare un turismo di qualità e sono in grado di suscitare in chi percorre l’itinerario forti emozioni, rispondendo così alle esigenze sempre più sofisticate del turista moderno, come recenti studi di marketing turistico hanno dimostrato. Lo sviluppo del turismo può offrire un rilevante contributo alla soluzione dei grandi problemi dell’Europa, in particolare quello dell’occupazione, specie dei giovani e delle donne, in possesso di un diploma o laureate, mediante la creazione di numerosi posti di lavoro. |
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